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LA CANNA FUMARIA |
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Come funziona una canna fumaria
Teoria del camino
Il funzionamento di un camino si basa sul principio dei vasi
comunicanti.che prevede che un fluido contenuto in due o
più vasi.comunicanti tra loro.tende ad assumere e conservare
lo stesso livello.posto che abbia la stessa densità.in ogni
vaso. E’.in effetti.un’applicazione del principio di gravità.
Anche l’aria è un fluido.che possiede una massa.e quindi
un peso. Come per tutti i gas.il peso dell’aria è funzione
della sua densità; cioè della quantità di materia per unità
di volume. In altre parole: più un gas è "rarefatto".minore
sarà la sua quantità per unità di volume (poniamo: un metro
cubo).minore sarà la sua densità.minore sarà il peso di
quel metro cubo. Consideriamo infine che la densità di un
fluido è anche funzione della sua temperatura: tanto maggiore
la temperatura.tanto minore la densità.
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A
B  |
Osservando il disegno a sinistra.si immaginino
due camini."A" e "B".di identica altezza.posti in comunicazione
tra di loro.alla base.da un tratto orizzontale.munito al
centro di una saracinesca che li separi.
Alla temperatura ambiente.le due colonne d’aria contenute
nei camini.avranno la stessa densità.e quindi lo stesso
peso: saranno perciò in equilibrio statico.
Se però provvediamo.alla base della colonna A.a fornire
calore.la temperatura della colonna d’aria contenuta in A
comincerà a salire. L’aumento della temperatura.accelerando
il moto delle molecole del gas.provocherà una sua espansione;
una parte dei gas sarà espulsa dalla sommità del camino.mentre
la parte restante all’interno diminuirà la sua densità.e
di conseguenza diventerà più leggera.
A questo punto.aprendo la saracinesca e mettendo in comunicazione
le due colonne.rompiamo l’equilibrio statico tra di loro.
L’aria contenuta nella colonna A.meno densa.e quindi più
leggera.tenderà ad essere espulsa dalla sommità del camino
dall’aria contenuta nella colonna B.che.essendo più fredda.
e quindi più densa e più pesante.per gravità tenderà a prenderne
il posto.per ristabilire l’equilibrio.
A contatto con la fonte di calore.però.l’aria fredda proveniente
dalla colonna B aumenterà di temperatura.e divenuta anch’essa
più leggera.verrà spinta verso l’alto dalla sempre nuova
aria che sopraggiunge: l’unione delle due colonne più il calore
continuo.determinano il funzionamento continuo del sistema.
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Il camino in pratica
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Adattiamo adesso questo modello teorico alla realtà. La colonna
"A" è il nostro camino; la stufa è la fonte di calore.munita
di una saracinesca che è la presa d’aria.mentre la colonna
"B" è costituita semplicemente dall’aria esterna: il principio
dei vasi comunicanti vale qualunque sia la loro sezione; possiamo
dunque prendere in considerazione un "vaso" avente per base
anche l’intera superficie terrestre.ed una altezza pari a
quella del nostro camino.
Gli strati di aria atmosferica posti oltre lo sbocco del camino
possono essere ignorati.poiché esercitano una identica pressione
su entrambi i vasi.
Quando accendiamo la stufa.i fumi caldi prodotti dalla combustione
si espandono in virtù della loro alta temperatura.il volume
di gas contenuto nel camino diminuisce di densità.e l’aria
esterna più pesante tende a prenderne il posto.passando attraverso
la stufa.
In questo modo viene anche fornito ossigeno alla combustione.
che può proseguire finché non esaurisce il combustibile. Continuando
a fornire combustibile.si può far proseguire indefinitamente
il processo.
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Una cosa che bisogna tenere presente in questo
schema.è che le differenze di pressione in gioco sono minime:
un camino si considera in buon "tiraggio" quando la differenza
tra la pressione atmosferica esterna e la minore pressione
interna (o.come comunemente si dice.la depressione ) è compresa
tra i 10 ed i 20 Pascal.cioè tra 0,1 e 0,2 millibar.cioè
ancora.tra 1 e 2 decimillesimi della normale pressione atmosferica!
L’equilibrio di funzionamento di un camino è dunque delicato.
ed è influenzato da molteplici fattori che rendono ragione
dello "strano" comportamento dei camini.
L’aria calda contenuta nel camino si muove lentamente.ad
una velocità di pochi metri al secondo (per lo più 1.5-2
ms).sospinta dall’aria esterna.la cui pressione deve vincerne
l’inerzia. Pareti rugose che provocano attrito.strozzature
che creano turbolenze.improvvisi cambiamenti di direzione.
come curve secche.costituiscono gravi ostacoli al movimento
dei fumi.
I camini sembrano soffrire delle condizioni atmosferiche perché
i cambiamenti meteorologici sono sempre accompagnati da variazioni
di pressione atmosferica: nelle belle giornate.l’alta pressione
atmosferica favorisce il funzionamento del camino; nelle giornate
piovose.invece.la bassa pressione atmosferica ne rende il
compito più faticoso.
Le giornate fredde.aumentando la differenza di temperatura
tra i fumi interni al camino e l’aria esterna.favoriscono
il tiraggio; le giornate calde lo rendono più difficile.
Aumentare l’altezza del camino rende più facile il "tiraggio".
perché in questo modo si induce un uguale innalzamento della
colonna d’aria esterna.che così diventa in totale più pesante:
se la differenza iniziale di pressione tra le due colonne
è troppo bassa.per ogni frazione di altezza aggiunta.si
aggiunge una frazione di differenza di peso in più.finché
la somma di queste frazioni crea una differenza di pressione
totale sufficiente a mettere in movimento la colonna d’aria
più leggera.
Una canna fumaria con molte curve e tratti orizzontali o inclinati.
aumenta la propria lunghezza senza aumentare la propria altezza:
ne consegue che la quantità di aria in essa contenuta.anche
se più leggera dell’aria esterna.può avere un peso complessivo
eccedente la capacità di spinta della corrispondente colonna
d’aria esterna. Per questo le curve ed i tratti orizzontali.
se indispensabili.vanno compensati con un prolungamento del
tratto verticale del camino.
Un impianto posto al livello del mare avrà in generale bisogno
di una canna fumaria più corta di un impianto posto in alta
montagna.perché con l’altitudine la pressione atmosferica
diminuisce.
La massa dei fumi
In un impianto reale.una delle principali difficoltà è la
presenza di una notevole massa di fumi.
Il calore necessario al funzionamento del sistema è fornito
dalla combustione della legna. Durante la combustione gli
idrocarburi contenuti nella legna allo stato solido si trasformano
in gas; la legna contiene anche una certa percentuale di acqua.
che si trasforma in vapore.
Di conseguenza.a valle della camera di combustione.vi sarà
una quantità di gas.sprigionati dalla trasformazione della
legna.molto maggiore che a monte.dove è presente solo aria
atmosferica. Per di più.questi gas sono.in media.più pesanti
dell’aria. Un metro cubo di aria a 0 °C al livello del mare
pesa circa 1,3 Kg..mentre.ad esempio.un metro cubo di Anidride
Carbonica.inevitabile residuo della combustione.nelle stesse
condizioni pesa circa 1,9 Kg. Tutto questo aumenta l’inerzia
della massa di gas presente nel camino e rende importante
la sezione della canna fumaria.che deve essere tale da consentire
lo smaltimento della massa dei fumi.specie nei focolari aperti
o negli inserti da caminetto.quando sono usati aperti. Se
la sezione del camino è troppo piccola.può essere necessario
innalzarla di molto per assicurare un tiraggio sufficiente
allo smaltimento dei fumi.
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| GAS |
Formula
chimica |
Densità
Kg/m3 |
Densità relativa all’aria |
| Aria |
- |
1.293 |
1,000 |
| Idrogeno |
H2 |
0,090 |
0,070 |
| Ossido
di carbonio |
CO |
1,250 |
0,967 |
| Anidride
carbonica |
CO2 |
1,977 |
1,529 |
| Ossigeno |
O2 |
1,429 |
1,105 |
| Anidride
solforosa |
SO2 |
2,926 |
2,264 |
| Azoto |
N2 |
1,251 |
0,967 |
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vedi anche
fumisteria
tiraggio dei fumi
il camino
accendere il fuoco
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| fonte
alfredoneri.com
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